Per tutti i fortunati, e in Italia sono molti, che abitano in prossimità del mare, o di un lago, il vento di primavera che increspa le onde può essere una grande occasione per fare fitness.
Fitness outdoor in mezzo alla natura, al sole, per avere un fisico e
un'abbronzatura invidiabili: un'attività così esiste e si chiama windsurf. E'
uno sport completo, che permette di vivere il mare in tutte le stagioni, di
sentirsi un po' gabbiani, un po' delfini, sostanzialmente liberi. Ci avete mai
pensato? Come deve essere la forma fisica di chi pratica windsurf?
Braccia fortissime per reggersi al boma
Pensavate che stare in piedi sul windsurf fosse semplice? Neanche per sogno, occorre reggere con le braccia un peso pari ai 2/3 del proprio peso corporeo. Il corpo del surfista, infatti, è quasi sempre in posizione distesa, in diagonale rispetto allo specchio dell'acqua; questo atteggiamento provoca affaticamento precoce della muscolatura di braccia e spalle.
A forza di tenere chiusa la mano sul boma (la barra della vela), l'avambraccio, che contribuisce insieme a bicipite, brachioradiale e brachiale a "cazzare" la vela (questo termine tecnico indica il gesto che il surfista fa per piegare la vela e modulare la velocità) è molto sovraccaricato. Questo è il motivo per cui, dopo mezz'ora di windsurf, ci si ritrova con crampi pazzeschi all'avambraccio, causati da un enorme accumulo di acido lattico nella zona.
La soluzione principale di questo problema è ovviamente l'allenamento, ma i surfisti esperti ne conoscono un altro. Si chiama trapezio ed è una particolare imbracatura, inventata per dare sollievo al velista: viene fissata al boma con un gancio e dei cordini, permettendo di scaricare il peso del corpo su di esso e di riposare le braccia. Non provate però ad utilizzarlo da subito, finireste immediatamente in acqua. L'utilizzo del trapezio necessita infatti di esperienza e può essere utilizzato solo con un vento medio-forte.
I muscoli del tronco
La muscolatura addominale è molto importante per l'azione di tenuta che fornisce al corpo durante la navigazione; la muscolatura lombare, estensoria della colonna, è a sua volta sollecitata dalle posizioni di guida della tavola.
Il windsurf è un'attività mista tra lavoro aerobico e lavoro anaerobico. Un buon velista dovrà allenare per tutto l'inverno la parte superiore del tronco; in particolare dovrà fare molto lavoro per aumentare la forza resistente di braccia, avambraccia, trapezio e spalle. La muscolatura bersaglio è indubbiamente quella dell'arto superiore.
E le gambe?
Le gambe non sono sottoposte a grande stress muscolare. La loro funzione è
principalmente quella di ammortizzare e contribuire al mantenimento
dell'equilibrio generale. La vera forza del velista esperto infatti è
l'equilibrio, una facoltà del corpo umano che è possibile allenare
attraverso la ginnastica propriocettiva.
Non fatevi spaventare dalla parola, la propriocettività è una caratteristica
fisiologica del corpo umano e rappresenta il sistema di controllo e adattamento
degli equilibri. Questo sistema funziona grazie alla continua verifica sullo
stato dei muscoli periarticolari e sulla posizione del segmento corporeo
interessato. La stazione eretta ci fornisce le prime informazioni sull'ambiente
dall'appoggio plantare dei piedi; quindi, a piedi nudi e a occhi chiusi, provate
diverse posizioni di equilibrio e camminate su superfici diverse ascoltando le
sensazioni del vostro corpo: è il modo migliore per apprendere l'arte
dell'equilibrio.
Autore: Canale Benessere.com
Data di pubblicazione: 11/07/2006
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