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Sviluppo delle fonti rinnovabili e risparmio energetico. Questi i punti focali del provvedimento per completare il processo di liberalizzazione del mercato energetico approvato a inizio giugno dal Consiglio dei Ministri. Belle notizie, ma sulle quali è lecito porsi qualche dubbio.
Nel nostro paese, difatti, troppo spesso la liberalizzazione dei mercati si è tradotta nel semplice passaggio dal monopolio pubblico a quello privato, con pochi e rari benefici per i consumatori. Eppure qualcosa di nuovo sembra emergere, da quando, con il D.legs n. 79/99 (noto come “Decreto Bersani”) che recepiva la direttiva comunitaria (96/92/CE) sulla creazione di un mercato interno dell’energia si è avviato il processo di liberalizzazione.
L’apertura del mercato energetico ha previsto infatti, oltre alla vendita di parte degli impianti dell’ex monopolista Enel (che mantiene il ruolo di distributore finale attraverso Enel Spa), la possibilità per ogni nuovo operatore di produrre, importare, acquistare e vendere energia. È nata così la figura del grossista che attraverso contratti diretti con produttori italiani o stranieri, o attraverso la borsa energetica (introdotta dal Decreto Bersani e operativa dal marzo 2004) può acquistare energia dal miglior offerente e rivenderla agli utenti finali.
L’idoneità degli utenti è, invece, una qualifica estesa a quelle fasce di consumatori che gradualmente hanno avuto la possibilità di scegliere il proprio rivenditore di energia: inizialmente solo i grandi clienti industriali (con consumi superiori ai 9 kWh all’anno), poi le aziende con consumi superiori ai 100.000 kWh e, infine, dal luglio del 2004 i possessori di partita IVA, a prescindere dai consumi annui.
Restano in attesa del loro sbocco sull’energia libera i soli
utenti domestici che dal luglio del 2007 però potranno scegliere finalmente il
proprio fornitore.
Ed è proprio su questo fronte che si stanno facendo strada nuove aziende,
capaci, sulla base del successo ottenuto come rivenditori per i grandi
consumatori, di proporre tariffe scontate e energia pulita anche agli utenti
domestici. È il caso del gruppo TGE che è
riuscito a raggiungere un giro d’affari di circa mezzo miliardo di euro come
grossista dei grandi consumatori pubblici e privati e che ora si rivolge agli
utenti con partita IVA e agli utenti domestici con
la 220, l’azienda
che più di ogni altra sta richiamando su di sé l’interesse di tanti possibili
utenti in barba alle pubblicità martellanti dell’ex monopolista.
I motivi di tanto interesse sono semplici: la 220 può vantare, oltre a diverse tariffe scontate adattabili alle esigenze dei diversi utenti, una tariffa verde, che – sempre a prezzi scontati – propone energia da fonti rinnovabili certificata e ulteriormente garantita da una convenzione con Legambiente.
Autore: Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti
Data di pubblicazione: 24/07/2006
Categoria: Salute e Benessere - Tutti gli articoli della categoria