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Nelle cellule di un microscopico e trasparente verme molto usato come cavia nei laboratori di biologia potrebbe nascondersi la chiave per la comprensione di qualcuno dei grandi interrogativi circa la vita e la morte o, quanto meno, il segreto della longevità. Ne sono convinti tre ricercatori greci dell'Istituto di Ricerca e Tecnologia (Ite) di Iraklion, capoluogo dell'isola di Creta, che in un loro recente e innovativo studio apparso su Nature sono riusciti a dimostrare per la prima volta come la sintesi proteica sia collegata al processo di invecchiamento degli organismi viventi.
I tre ricercatori - Nektarios Tavernarakis, Popi Syntihaki e Costoula Troulinaki - si sono specializzati nell'osservazione delle cellule in quanto - hanno spiegato - ''quando le cellule invecchiano provocano l'invecchiamento dei tessuti e degli organismi". ''Tutte le cellule - ha detto Takernarakis, che è il capo dell'equipe - creano proteine durante la fase della sintesi proteica". La sintesi proteica (chiamata anche "traduzione genica") costituisce la seconda fase del processo di espressione genica, ovvero il processo in cui l'informazione contenuta nel Dna dei geni viene convertita in proteine che svolgono nella cellula un'ampia gamma di funzioni.
''In questo processo - prosegue in ricercatore - la cellula consuma una considerevole parte della propria energia, anche fino al 50 per cento. Ebbene, se fosse possibile ridurre la percentuale di energia utilizzata per creare proteine, la cellula potrebbe usare l'energia che risparmia per riparare i propri danni e di conseguenza allungare la propria vita". L'equipe di Tavernarakis ha svolto le ricerche sul Caenorhabditis elegans, un vermetto lungo meno di un millimetro che vive nel suolo in regioni temperate, poco noto al gran pubblico ma molto utilizzato nei laboratori di biologia e biotecnologia. Il Caenorhabditis elegans ebbe già un attimo di triste notorietà nel febbraio 2003 quando si scoprì che, in seguito al disastro dello shuttle Columbia, gli esemplari che si trovavano a bordo della navetta spaziale per scopi scientifici erano sopravvissuti.
Autore: GiornaleTecnologico .it
Data di pubblicazione: 18/03/2007
Categoria: Salute e Benessere - Tutti gli articoli della categoria