La pranoterapia deve il suo nome al sanscrito "prana" che significa energia vitale, parola che deriva a sua volta dalla combinazione di due termini Pra (fuori) e An (respiro, vita), cioè respiro vitale. È una tecnica di guarigione molto antica che non si serve di farmaci né di particolari strumenti (come aghi o magneti), ma si basa esclusivamente sull’imposizione delle mani da parte del terapeuta. Tramite questo semplice gesto, l’energia vitale viene reincanalata nel nostro organismo riportando il giusto equilibrio nel corpo. Ma com’è possibile?
L’assunto di base della pranoterapia, come di altre terapie alternative (Reiki, Aura Soma), è l’esistenza attorno al corpo di un campo energetico che può essere descritto come un corpo luminoso che circonda e compenetra il fisico e che emette radiazioni. Tale campo energetico, che rappresenta l’organo di scambio tra l’essere umano e l’energia universale, viene chiamato Aura. È diviso in diversi strati che si irradiano dal corpo e divengono sempre più sottili a mano a mano che si procede verso l’esterno, aumentando di frequenza le loro vibrazioni. Ogni strato ha una sua funzione specifica ed è associato ad un chakra (ruota in sanscrito), centro di energia localizzato nel corpo. L’energia, in caso di buona salute, fluisce nei chakra in maniera corretta. Viceversa si verificano dei blocchi, responsabili di malattie.
A questo punto è necessario intervenire, riequilibrando il normale flusso energetico così che il paziente ritorni in salute. E il compito del pranoterapeuta è proprio quello di rincanalare nel nostro organismo l’energia vitale, servendosi dell’imposizione delle mani. Può svolgere questa funzione in quanto il pranoterapeuta è una persona dotata di un campo elettromagnetico vitale più potente della norma: riesce quindi ad influenzare il corrispettivo del paziente, ottenendo in esso modificazioni significative. Egli, in sostanza, non fa altro che rimuovere con il suo tocco tutta quella serie di blocchi che, per un motivo o per l’altro, impediscono lo scorrere naturale del prana.
Al contrario della medicina tradizionale, per la pranoterapia non esiste la malattia come base di studio, ma il malato. Non ci si sofferma, e tanto meno si cura, il solo sintomo. Si va ben oltre, nel più profondo, onde pervenire alla causa. Se c’è un raffreddore, una febbre, una lombagia, un’ulcera, una ferita purulenta o qualsiasi altra cosa, è perché le nostre naturali autodifese non hanno funzionato nel modo dovuto. La cura pranica agisce sulla stimolazione delle naturali autodifese, opportunamente potenziate con l’immissione di bioenergia. Semplicemente riequilibrando il naturale ed armonico flusso energetico in ogni parte del corpo, avvia i vari processi di disintossicazione, allevia il dolore acuto e cronico, rigenera i tessuti pervenendo così alla guarigione secondo natura. E la sua forza agisce su tutti i livelli, siano essi fisici che psichici, poiché non fa altro che ripristinare il generale equilibrio energetico dell’organismo, agendo sulle forze di guarigione che sono in ognuno di noi.
Alessandra Mariotti
Autore: Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti
Data di pubblicazione: 29/12/2005
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