Non c’è donna che non conosca i limiti delle tinture vegetali: si va dalla difficoltà di ottenere tonalità scure alla possibilità di ritrovarsi con un colore dei capelli indesiderato.
Meglio darsi allora alle colorazioni chimiche dal risultato certo? Non proprio. Così facendo rischiamo di intossicarci. È quanto affermano studi statunitensi che accusano le tinture per capelli realizzate con sostanze di sintesi di aumentare il rischio di cancro alla vescica e di una forma di tumore, il non Hodgkin. I dati, pubblicati tra l’altro dall’International Journal of Cancer, parlano chiaro: su 1514 casi di tumore alla vescica presi in esame a Los Angeles, ben 897 sono stati riscontrati in donne che abitualmente usavano tinture permanenti.
Chi si tinge regolarmente i capelli (una volta al mese o più) da più di quindici anni ha probabilità di ammalarsi di tumore tre volte in più rispetto a chi non ne fa uso. A finire sotto accusa per le loro proprietà cancerogene sono in particolare le ammine aromatiche, che fortunatamente dal 1980 sono state eliminate dalla formulazione dei prodotti coloranti. Ma altre insidie sono in agguato: secondo lo studio del prof. Tongzhang dell’Università di Yale c’è il serio pericolo che altre sostanze di sintesi utilizzate nelle tinture a distanza di anni possano rivelarsi dannose per la nostra salute.
E la legge cosa prevede? Come tutela la salute di chi ama tingersi i capelli? Lo studio statunitense è stato ripreso dalla Beuc, l'Associazione Europea dei Consumatori, che riunisce le principali organizzazioni della Ue. La Beuc ha inviato una lettera alle autorità europee invitandole a trovare "un modo per ridurre al minimo i rischio connessi all’uso di tinture ". E dal marzo di quest’anno, con l’entrata in vigore della Direttiva europea sui cosmetici (la 2003/15/CEE), è obbligatorio riportare sull’etichetta dei prodotti di cosmesi (tinture comprese) le sostanze potenzialmente allergizzanti. In tutto sono 26 e molte vengono utilizzate proprio per la preparazione delle colorazioni per capelli. Non è dunque un caso che i coloranti utilizzati nelle tinture chimiche siano risultati, dopo i profumi (10,2%), i maggiori responsabili di dermatiti da contatto (percentuale del 6,8%).
Alessandra Mariotti
Autore: Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti
Data di pubblicazione: 02/06/2005
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