Un vaccino terapeutico che permetta periodi di
sospensione delle cure, così da limitarle l’effetto nel tempo, ma senza
rischiare una riattivazione del virus. A questo sta lavorando Luc Montagnier,
presidente della Fondazione mondiale per la ricerca e la prevenzione dell’Aids.
Montagnier fa parte della delegazione italiana che oggi inaugurerà a Yaundè
(Camerun) un centro contro l’Aids finanziato dal Governo italiano e che ha tra i
principali obiettivi la prevenzione della trasmissione dell’Hiv da madre e
neonato.
La ricerca promossa da Montagnier è concentrata sulla messa a punto di farmaci che permettano di accorciare e di alleggerire i trattamenti terapeutici, sia in termini di tempo che quantitativi. Questo, tuttavia, si può fare solo se non si dà la possibilità al virus di risalire la sua corsa. Ecco perché potrebbe essere utile avere un vaccino complementare ai trattamenti farmacologici.
Si tratta, in pratica, di permettere un’interruzione delle cure senza correre rischi ma, incidendo favorevolmente sul sistema immunitario. Sarebbe una “prima tappa per arrivare al vaccino preventivo”. Sui tempi di questo tipo di vaccino lo scienziato ha affermato che “ci vuole ancora qualche anno, ma è importante sapere che insieme alla ricerca dei farmaci si sta pensando ad un vaccino terapeutico”.
Sulla disponibilità dei farmaci anti-Hiv da parte delle popolazioni africane, Montagnier ha detto che “la situazione è migliorata ma non ancora sufficiente”. Secondo lo scenziato, vi sarebbe inoltre in Africa un problema di tipo culturale, che impedisce alle persone di sottoporsi al test anche per il timore di essere emarginati dal gruppo. “Il profilattico va bene ma non è la panacea – ha concluso Montagnier -. È necessario un lavoro educativo per spingere la gente a non avere paura del sesso ed avere migliori condizioni igieniche”.
In questo contesto, il Centro di Youndé sarà un punto di riferimento dell’Africa occidentale contro l’Aids, così come sara' parte attiva della rete dei centri di ricerca ed istituzioni scientifiche africane. Gli obiettivi sono, appunto, promuovere la ricerca, la formazione di operatori (in loco ed in Italia), l’acquisizione di tecnologie, la promozione della salute della madre e del bambino.
La formazione di personale prevederà anche dei corsi per la manutenzione e riparazione di macchinari sofisticati, come ad esempio il citoclorimetro, strumenti che misura la carica virale e il livello di immunità di una persona, rientra fra le strategie del progetto, si prevede la formazione di 30-40 tecnici per ogni corso. Al Centro saranno formati tecnici provenienti dal tutto il continente, per evitare che le attrezzature disponibili possano rimanere inutilizzate per disfunzioni che potrebbero essere facilmente risolte.
Autore: AprileOnLine .Info
Data di pubblicazione: 25/02/2006
Categoria: Salute e Benessere - Tutti gli articoli della categoria