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La meditazione: svuotare la mente dagli stimoli dell’ambiente per raggiungere la quiete

Come imparare a svuotare la mente dagli stimoli dell’ambiente per consentirle di raggiungere uno stato di quiete, di vigilanza rilassata e di consapevolezza. Imitando i maestri yoga e i saggi buddisti si combattono stress e ansia

Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti A cura di Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti - Sito web autore
La meditazione: svuotare la mente dagli stimoli dell’ambiente per raggiungere la quiete

di Alessandra Mariotti

“Meditate gente, meditate”: lo si dice per invitare a ragionare su una questione al fine di trovare una soluzione. Niente a che vedere con la meditazione che ci viene tramandata dal buddismo, dove, al contrario, la mente dov’essere svuotata dagli stimoli dell’ambiente per consentirle di raggiungere uno stato di quiete, di vigilanza rilassata e di consapevolezza. Ma qual è l’essenza della pratica meditava oggi così diffusa anche in Occidente? La meditazione è una sorta di digiuno mentale che, grazie a una serie di esercizi, permette alla mente di rilassarsi senza imporle nulla. “La vera meditazione”, afferma nel suo libro Meditazione: cos’è e come praticarla (Edizioni Amrita) Sogyal Rinpoche, uno dei massimi esperti mondiali di meditazione, “è una mente sospesa nello spazio in nessuno luogo, priva di contenuti e di ambizioni. È come se faceste levitare la vostra mente, lasciandola poi sospesa nell’aria, nello spazio davanti a voi.”

Ma com’è possibile “domare la mente con la mente”? Secondo il nostro maestro, non dobbiamo eliminare i pensieri ma semplicemente “lasciarli esistere senza lasciarsene sedurre o distrarre”. Non va insomma data loro corda, dovremmo invece utilizzare alcune tecniche che ci aiutino a farli diventare una musica di sottofondo dolce e gradevole: possiamo per esempio prestare attenzione al nostro respiro (perché questo ci aiuta a metterci in sintonia con noi stessi) o rivolgere il nostro sguardo su un oggetto o un’immagine “un fiore, una fiamma, un’immagine sacra come quella di Buddha o Cristo.” Attraverso queste tecniche si ottiene un progressivo rilassamento mentale, stabilità emotiva, armonia interiore, tranquillità.

Come mai? Cosa succede scientificamente nel corpo durante la meditazione? Nel cervello diminuisce l’attività di pensieri ed emozioni nel lobo frontale; anche il talamo abbassa la guardia, diminuendo tutti i segnali in entrata; si verifica l’emissione di onde alfa, tipiche di uno stato di rilassamento vicino al sonno anche quando si resta con gli occhi aperti.

Nel resto del corpo aumentano gli ormoni del benessere come la melatonina che dà il ritmo sonno-veglia e serotonina; diminuiscono gli ormoni dello stress: cortisolo, adrenalina e noradrenalina; si armonizzano battito cardiaco, movimenti dei vasi, flusso linfatico; rallenta il ritmo della respirazione, del consumo di ossigeno e quindi del fabbisogno energetico; diminuisce la tensione muscolare; diminuiscono altresì i lipidi nell’areteria carotidea, che porta il sangue al cervello.

Grazie a questi benefici effetti la meditazione aiuta a curare una serie di patologie come i disturbi della memoria, dell’attenzione, del sonno e della sfera sessuale; la depressione e l’ansia; l’invecchiamento precoce; le malattie cardiovascolari in genere; la genesi del cancro e le malattie autoimmuni; l’ipertensione essenziale, stitichezza e dismenorrea; i problemi respiratori; la dipendenza da alcool, droga, fumo; l’insonnia e i disturbi del sonno; i disturbi psicosomatici. Unica controindicazione: gravi forme di disturbi psichici.

Autore: Buon per Noi - Buon per noi, il meglio per tutti

Data di pubblicazione: 03/03/2006

Categoria: Salute e Benessere - Tutti gli articoli della categoria

 

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