La grande sorpresa di questo primo scorcio di campionato? Facile: la Fiorentina. I meriti? Di uno staff tecnico e dirigenziale ben assortito e competente (dalla presidenza Della Valle, ambiziosa e di grande temperamento, al duo Corvino-Prandelli, capace di rivoltare come un calzino una squadra salvatasi solo all’ultimo turno, pochi mesi prima), di un gruppo molto competitivo e del suo capocannoniere, Toni, capace di centrare il bersaglio con impressionante continuità (16 reti all’attivo). Tra le tante note positive, però, è quasi passata sotto silenzio (o perlomeno non ha ricevuto il giusto risalto) la doppia candidatura in chiave azzurra di due cursori di fascia mancina, che stanno contribuendo alle fortune della squadra e del bomber toscano. Stiamo parlando di Manuel Pasqual, vera rivelazione del torneo e Stefano Fiore, rilanciatosi entro i confini nazionali, dopo la battuta a vuoto in quel di Valencia.
PASQUAL – "Aspettate qualche tempo e a lui sarà interessato anche il ct Lippi". La previsione, ancora una volta vincente, porta la firma del ds Corvino che, dopo un lungo corteggiamento è riuscito a strappare alla concorrenza il terzino, classe ’82, originario di San Donà di Piave. Dopo quattro stagioni ad Arezzo (tre in C1 ed una in B: 108 presenze e tre gol) ed una lunga gavetta anche nelle serie minori (con Treviso, Pordenone e Derthona), per Pasqual, dunque, è arrivata la grande occasione rappresentata dal massimo palcoscenico nazionale. Un’opportunità che ha saputo cogliere al volo, rendendosi subito indispensabile nello schieramento di Prandelli, che lo ha mandato in campo in quindici occasioni, venendo ripagato con prestazioni di assoluto livello. La sua facilità di corsa sulla sinistra è una vera spina nel fianco per le retroguardie avversarie e dal suo sinistro vellutato partono suggerimenti per le punte, degni dei migliori registi di centrocampo. Da non sottovalutare, poi, la sua pericolosità sui calci da fermo, diventati ormai sua pertinenza esclusiva. Per i primi gol in maglia viola e per la prima chiamata di Lippi, insomma, non resta che attendere: continuasse così (e riuscisse a migliorarsi ancora in fase di ripiegamento), si tratterebbe solo di una questione di tempo.
FIORE – Di lui c’è davvero poco da scoprire. A 30 anni compiuti, è uno dei migliori centrocampisti offensivi del nostro campionato, salito alla ribalta europea durante il torneo continentale del 2000 (con Zoff in panchina ed il golden gol di Trezeguet in finale). Gli unici dubbi sul suo conto riguardavano la rapidità del re-inserimento in Italia, dopo la parentesi sfortunata con il Valencia (20 presenze – per lo più spezzoni – e due reti). Perplessità subito fugate, nel giro di un paio di apparizioni. Prandelli, infatti, gli ha cucito addosso il ruolo di trequartista sinistro, con libertà di svariare alle spalle delle punte e di accentrarsi a piacimento (‘coperto’ dal duo di mediani Brocchi-Donadel). E i risultati non sono mancati: in 17 presenze, ha già centrato il bersaglio in cinque occasioni, collezionando ottimi voti in pagella ed entrando nel cuore dei tifosi fiorentini.
Mirko Cafaro
Autore: CalcioDoc .com
Data di pubblicazione: 27/12/2005
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