"Giocando spesso si perde l’emozione delle partite meno importanti". Così il brasiliano Kakà, in un’intervista rilasciata al sito dell’Uefa.
"Perché i giocatori dovrebbero lamentarsi se non fosse vero che si gioca troppo? – aggiunge – Dopo tutto un calciatore professionista dovrebbe per definizione essere qualcuno che ama giocare. Non così tante partite, però. Alla fine c’è eccitazione solo per i derby. Per questo tocca alle istituzioni del calcio trovare una soluzione".
Sulla questione doping, invece: "Non penso che nel calcio la situazione sia fuori controllo, ma il doping e le droghe nello sport sono un problema che va monitorato costantemente. Non penso che sia giusto estendere i propri limiti fisici così. E neanche utilizzare le droghe comuni. I giocatori sono un esempio per molta gente e dovrebbero essere consapevoli di questa influenza. E per me la dipendenza da stupefacenti è negativa tanto quanto il doping".
Intanto, a scuotere l’ambiente milanista ci ha pensato Cafu, che alla tv brasiliana ha espresso il desiderio di tornare a giocare per il San Paolo. "Quando me ne sono andato, - ha spiegato alla tv brasiliana – non ho mai chiuso la porta ad un mio eventuale ritorno. Vorrei vestire di nuovo quella e non farei più il laterale ma l’attaccante. Il mio ruolo attuale è difficile, devi continuamente avanzare, crossare, ripiegare, poi crossare ancora. Se sbagli un lancio poi magari gli attaccanti sbuffano. Non c`e` dubbio, la vita del bomber è più facile".
Autore: CalcioDoc .com
Data di pubblicazione: 30/12/2005
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