Pagina 1 di 2
CARRARO - "Se una grande azienda come Mediaset investe tanto nel calcio, va bene: vuol dire che c’è interesse": così il presidente della Figc, Franco Carraro, a proposito dell’accordo tra la Juventus e Mediaset. Durante la conferenza stampa di fine anno, tenutasi nella sede della Federazione italiana giuoco calcio (Figc) a Roma, il presidente federale ha anche parlato del contratto stipulato fra la società bianconera e l’azienda di Cologno Monzese: "Se una grande azienda come Mediaset è disposta a spendere tanti soldi nel campionato, significa innanzitutto che le grandi società calcistiche italiane non intendono creare una lega europea, ma resteranno nella serie A italiana. E poi se un’azienda quotata in Borsa come Mediaset investe tanto, vuol dire che c’è grande interesse attorno a questo sport. La ripartizione delle risorse e la vendita dei diritti televisivi è un’altra questione".
A tal proposito Carraro ha anche risposto alle polemiche innescate dai
presidenti Zamparini e Della Valle (Palermo e Fiorentina), che si sono detti
contrari a accordi ‘privati’ tra club e aziende: "Considero Zamparini un uomo
simpatico e intelligente, che ha dato moltissimo al nostro calcio. In qualità di
presidente del Palermo è libero di dire e pensare quello che vuole su Carraro,
Abete o Galliani ma deve altresì ricordare che è un opinion leader e perciò ha
l’obbligo di assumersi questa responsabilità. Noi dobbiamo calmare gli eccessi,
non eccitarli. Se vogliamo aprire un tavolo di lavoro prima della tre giorni
prevista a fine di gennaio, io sono pronto. Suggerisco la data del 9 gennaio, in
coincidenza con l’incontro tra arbitri, giocatori e dirigenti accompagnatori dei
club a Fiumicino. Anche Adriano Galliani (presidente della Lega Calcio e del
Milan ndr) è stato invitato: sarebbe il luogo ed il momento giusto per parlare
della questione".
Sulla legge del 1999: "Ho sempre detto
che ero contrario alla legge dell’Antitrust che obbliga di fatto alla vendita
soggettiva: spero che il Parlamento la annulli. Lasciamo che di diritti tv se ne
occupi il calcio con le autorità predisposte. Mi piacerebbe anche che nella
convention di fine gennaio il mondo del calcio si esprimesse sulla questione.
Dobbiamo anche pensare al ’format’ più opportuno, perché va fronteggiato il calo
degli spettatori; attenzione alle nuove tecnologie: si rischia di uccidere gli
spettatori e di svuotare gli stadi".
BENIGNI - "È stato sleale, in Lega era con Della Valle": il presidente dell’Ascoli, Roberto Benigni, attacca l’amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo sulla questione dei diritti televisivi. "È un tipo di contratto assurdo - argomenta Benigni all’agenzia GRT - ma è ancora più assurdo che nel corso dell’assemblea di Lega del 19 dicembre Antonio Giraudo abbia quasi condiviso le idee di Della Valle (presidente della Fiorentina ndr). Proprio in quei giorni, infatti, si preparava una fregatura da rifilare al sistema del calcio italiano. Giraudo non è stato leale; non me voglia, ma non si può parlare in un modo e agire in un altro". Parole dure anche nei confronti del presidente della Lega Calcio (e amministratore delegato del Milan) Adriano Galliani: "È al centro di un conflitto di interessi destinato a diventare lacerante. È chiaro che il presidente di Lega, con tutta la morale e l’etica che può avere, pensi sempre ai suoi colori sociali. E spesso questi sono in conflitto con le necessità della Lega".
Sul divario tra i grandi ed i piccoli
club: "Non si può pensare di condurre un campionato di calcio se una squadra ha
disponibilità 15 volte superiori rispetto alle altre: il tipo di spettacolo a
livello sportivo diventa insignificante; e poi ci lamentiamo del calo degli
spettatori. Questo calo è dovuto proprio al divario tra le grandi squadre e le
altre. Il calcio voluto dalle grandi non è sport, ma uno show di circo
equestre".
Sul futuro in Lega Calcio: "Mi aspetto
un confronto dialettico: non ho alcuna intenzione di andare oltre o di
minacciare uno sciopero. La questione va risolta a livello politico. Il governo?
Anche lì ravvedo un conflitto di interessi. Mi aspetto che la politica, che è al
di fuori di questa vicenda, intervenga consentendo di ritornare allo sport
vero".
ZAMPARINI - "Io non penso di avere detto delle cose cattive: ho solo chiesto le dimissioni di Adriano Galliani. Credo di essere un uomo che dice sempre quello che pensa, posso anche sbagliarmi, ma non mi si può accusare di disonestà intellettuale": il presidente del Palermo e vice presidente vicario di Lega, Maurizio Zamparini, torna sulla polemica nei confronti del presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, dopo l’accordo milionario per i diritti televisivi siglato dalla Juventus con Mediaset. "Giraudo e Galliani - prosegue Zamparini - si sono inventati lo stadio virtuale. Quell’accordo, comunque, è illegale, perché i diritti tv vanno ceduti in ugual misura. Io e Della Valle abbiamo iniziato un cammino verso la legalità, ma per portarlo avanti le istituzioni devono mettere dei paletti: se ognuno fa quello che gli pare, va a finir male. Sì, proprio come è accaduto per il sistema bancario. Si tratta di un atto dovuto (le dimissioni di Galliani ndr), che faceva parte di un accordo quando Galliani fu rieletto al vertice della Lega, l’accordo con le società che facevano parte del cartello Della Valle era legato alla mia elezione alla carica di consigliere delegato. Per ratificare la mia nomina si sarebbe dovuto procedere a una modifica dello statuto che non è avvenuta. Dunque, ad oggi, io non ho alcuna carica: dunque l’accordo per il Galliani bis non è valido. Per questo il presidente della Lega dovrebbe dimettersi".
Autore: CalcioDoc .com
Data di pubblicazione: 29/12/2005
Categoria: Sport - Tutti gli articoli della categoria