"Vorrei che Lippi mi togliesse l’incubo di essere stato l’ultimo a vincere un Mondiale con l’Italia; il Brasile? Meglio trovarlo negli ottavi o nei quarti che in finale": alcuni consigli dall’ex ct dell’Italia Enzo Bearzot (ultimo vincitore della Coppa del Mondo a Spagna 1982) per Germania 2006. "Lippi sta insistendo su un gruppo formato dagli stessi giocatori - prosegue Bearzot ai microfoni di ‘Radio Anch’io Lo Sport’ - quindi vuole creare una squadra solida. Tutto invece tende a non farla, è difficile lavorare con giocatori che vengono da esperienze di club e tattiche diverse. Qualche sconfitta è anche utile per conoscere gli uomini che hai a disposizione".
Sul Brasile, l’avversario più temibile: "È meglio trovarlo negli ottavi o nei quarti che in finale. Loro sono molto tecnici e consumano meno energie psicologiche degli altri quando giocano, dando poi tutto nell’ultimo atto. La squadra di Lippi ha dimostrato di avere valore ed essere forte fisicamente. Spero che non si consumi nelle prime partite, per poi trovarsi stanca nei match più importanti. Repubblica Ceca e USA non ci fanno paura: quelle che contano sono le gare successive, più tecniche e tattiche. Quando sento l’inno, il mio cuore batte e ho una tachicardia continua".
Su Cassano: "Io direi alle società che voglio portare in Nazionale Cassano, ma che dovrebbero educarlo loro, perché io non avrei il tempo per farlo. È interesse della Roma educarlo, perché lui è un patrimonio del nostro calcio. Come giocatore lo convocherei privatamente per parlare con lui e dal colloquio uscirebbero le mie decisioni. Se ci sono giovani molto interessanti, perché non farli giocare? Beppe Bergomi (18enne a Spagna 1982 ndr) con me ha fatto due grandi partite. Quando la squadra va bene, il giovane viene trascinato. Ma deve trovare una squadra solida, se no viene travolto".
Autore: CalcioDoc .com
Data di pubblicazione: 02/01/2006
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