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Livorno, la schizofrenia del calcio: Donadoni si dimette dopo le parole di Spinelli

"Il minimo che mi sarei aspettato è che ne avessimo potuto dibattere prima tra noi: se l’intento era di ottenere le mie dimissioni, eccole; non è mia intenzione ostacolare in alcun modo quelle che sono apparse come le evidenti volontà del presidente"

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Livorno, la schizofrenia del calcio: Donadoni si dimette dopo le parole di Spinelli

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"Il minimo che mi sarei aspettato è che ne avessimo potuto dibattere prima tra noi: se l’intento era di ottenere le mie dimissioni, eccole; non è mia intenzione ostacolare in alcun modo quelle che sono apparse come le evidenti volontà del presidente": Donadoni lascia un Livorno 6° con ben 38 punti in classifica. In altre parole se il campionato finisse oggi, il Livorno sarebbe in Coppa Uefa ‘grazie’ alle 10 vittorie, gli 8 pareggi e le 5 sconfitte. Sembrerebbe assurdo, irrazionale ma tant’è: è il coerente epilogo di una vicenda che trova la sua collocazione all’interno di un calcio umorale, viscerale, poco riflessivo e analitico e quindi quasi (sarebbe proprio il caso di dirlo) dilettantistico; vicenda che esplode in tutto il suo essere grottesco in una famosa trasmissione teatral-calcistica del lunedì sera, nella quale interviene telefonicamente il presidente del Livorno, Aldo Spinelli e la telefonata lì per lì sembra una delle ‘marionette’ i cui fili sono così abilmente tenuti dal ‘burattinaio rosso’: "Domenica ha avuto una giornata disastrosa come l’arbitro - attacca Spinelli contro il suo tecnico, Roberto Donadoni - secondo me la sconfitta di domenica, perché quella è una sconfitta (si parla del 2-2 casalingo fra Livorno e Messina ndr), è anche colpa del tecnico, sia chiaro: certe sostituzioni, certi cambi... Non so cosa farò. Di qui a giovedì spero che Donadoni maturi e che passino anche tutte queste cose (riferimento ai torti arbitrali contro il Livorno che hanno oggettivamente influito sulla rimonta del Messina da 0-2 a 2-2 ndr). Le scelte di Donadoni e tutte le altre cose mi hanno fatto pensare veramente". In realtà non c’è stato bisogno di aspettare fino a giovedì, vien da dire amaramente. Il resto è la cronaca della mattinata di martedì. Il Livorno è partito alla volta di Ascoli, sede del prossimo turno infrasettimanale di campionato, senza il tecnico Donadoni ma con il vice allenatore Mario Bortolazzi, mentre lo stesso Donadoni si è fermato a Livorno a discutere con i dirigenti Nelso Ricci ed Elio Signorelli. Dopo il colloquio, la notizia che era già nell’aria: Roberto Donadoni non è più l’allenatore del Livorno. Il tecnico lombardo si è infatti dimesso dalla carica; nelle ultime 5 partite di campionato il Livorno ha ottenuto 4 pareggi e una sconfitta, mentre l’ultimo successo risale all’8 gennaio, a Genova contro la Sampdoria per 2-0.

La storia come allenatore di Roberto Donadoni (nato a Cisano Bergamasco il 9 settembre 1963) comincia nel 2001-02 alla guida del Lecco, in serie C1. Esonerato a metà stagione quando la squadra era a ridosso della zona playoff, per essersi schierato dalla parte dei giocatori senza stipendio, veniva poi richiamato dal club per salvare la squadra piombata, senza di lui, in piena crisi. Nel 2002-03 debutta in B con il Livorno che, dopo un girone di andata strepitoso, guida a una tranquilla salvezza. L’anno successivo è al Genoa ma, dopo tanti bei programmi e un discreto inizio, viene ‘silurato’ dal presidente Enrico Preziosi. Dopo un periodo di inattività, il ritorno a Livorno, nel 2005 al posto di Franco Colomba. La stagione si chiude con un ottimo nono posto finale, che la squadra riesce addirittura fin qui a migliorare in questa stagione. Ma a Spinelli non è bastato.

Il commento del presidente Spinelli: "Donadoni si è dimesso, ma ora aspettiamo la sua comunicazione scritta. Non è partito con la squadra per Ascoli, dove ci sarà Mario Bortolazzi in panchina, poi vedremo. C’erano tante cose che non andavano più nel senso giusto, ora dobbiamo riprendere la nostra corsa".

È quasi certo che il nuovo tecnico del Livorno sarà Carletto Mazzone, a partire dal derby di domenica prossima contro la Fiorentina non potendo in ogni caso esordire nella ‘sua’ Ascoli in quanto squalificato. "Non ho avuto nessun contatto diretto con i dirigenti del Livorno - ha dichiarato Mazzone - questa notizia di Livorno è clamorosa e mi dispiace sinceramente. Non ho parlato col presidente Spinelli. Nel calcio poi si sa come succede: ti chiama questo, ti chiama quello, magari un ex giocatore e chiede disponibilità ad andare in questa o quella squadra. Dall’estate scorsa di intermediari che mi hanno contattato ce ne sono stati cinque o sei ma tutto è finito lì. In questi casi qualunque cosa uno dice può essere interpretata male e allora preferisco tacere anche per non creare ulteriori problemi in una squadra e in una società che stanno vivendo un momento particolare".

Sulla vicenda si esprimono anche vari tecnici.
Carlo Ancelotti, Milan: "Donadoni ha fatto più di quello che era nelle aspettative, credo che debba rimanere assolutamente sereno e vivere la vicenda con il sorriso sulle labbra. Ha fatto grandissime cose, peccato che l’unico a non riconoscerlo sia proprio il suo presidente. Ciò che ha fatto Donadoni a Livorno credo che sia difficile da ripetere per qualsiasi allenatore".
Luciano Spalletti, Roma: "Sto con Donadoni senza sapere come, perché o quando siano avvenute le sue dimissioni. Sto con Donadoni e basta: è l’evidenza di come si è sviluppata la cosa, di quello che lui ha fatto finora in termini di gioco espresso dalla squadra e dei punti raccolti che determina questa mia posizione".
Roberto Mancini, Inter: "Ho letto il comunicato diramato da Donadoni in cui annunciava le sue dimissioni. Posso solo dire che il Livorno finora ha condotto un campionato alla grande e si trova in una sitazione impensabile da parte di tutti. Non posso sapere altro, non conosco il motivo".
Fabio Capello, Juventus: "Donadoni non ha gradito le ultime esternazioni di Spinelli e dimettendosi ha dimostrato ancora una volta di essere un grande uomo, esattamente così come lo conosco, oltre che un buon allenatore".

Marco Giampaolo, Ascoli: "Mi dispiace per Donadoni, soprattutto dal punto di vista professionale. Non lo conosco personalmente, ho parlato con lui solo una volta al telefono, ma quando succedono queste cose dispiace sempre. In ogni caso dal di fuori è bene non commentare oltre il lecito. Quando un allenatore lascia una squadra, qualcosa del suo lavoro comunque rimane sempre".
Cesare Prandelli, Fiorentina: "Ha sorpreso tutti questa notizia. Dal punto di vista umano e di dignità sono vicinissimo a Roberto, ma non posso entrare nei giudizi personali, non conosco la situazione. Quando uno dà le dimissioni, però, bisogna avere sempre grande considerazione dell’uomo".
Da segnalare anche il contributo di Carlo Pallavicino, procuratore di Cristiano Lucarelli, intervenuto ai microfoni di ’Radio Radio’: "Sono stato il procuratore di Donadoni per 18 anni ed è un mio grande amico. Il discorso è molto semplice: tutto è nato durante il ’Processo del Lunedì’ quando Spinelli lo ha criticato. Roberto lunedì ha inseguito tutto il giorno il presidente per parlare con lui. In serata Spinelli ha risposto al cellulare ma ha detto di non sentirsi bene a causa dell’influenza e di volere rimandare il colloquio. Venti minuti dopo però è andato in diretta televisiva. A quel punto Donadoni ha deciso di dimettersi. Rottura con Lucarelli? Questa è una accusa vergognosa. Lunedì la squadra e il mister si sono trovati per analizzare il match con il Messina: c’era un clima costruttivo. Comunque sappiamo il carattere di Spinelli: ha avuto problemi anche con Iaconi, Mazzarri e Colomba".

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Autore: CalcioDoc .com

Data di pubblicazione: 07/02/2006

Categoria: Sport - Tutti gli articoli della categoria

 

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