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Fabio Capello: "La Spagna in due parole? Il calore e la creatività latina regolati da un ordine rigoroso. L’ordine che viene da Franco"

Tutto è nato da un’intervista, in cui al tecnico della Juventus si chiedeva di commentare le solite voci che parlano di un suo imminente ritorno a Madrid

CalcioDoc .com A cura di CalcioDoc.com - Sito web autore
Fabio Capello:

"Dire che lamenta il sistema rigoroso lasciato da Franco: Capello o è molto ignorante o vede l’ordinamento sociale in modo abbastanza pericoloso; egli sente nostalgia anche di Mussolini?": così il quotidiano spagnolo ‘Sport’ che infiamma la polemica politica dopo le parole del tecnico di Pieris al quotidiano ‘La Repubblica’.

Tutto è nato da un’intervista, in cui al tecnico della Juventus si chiedeva di commentare le solite voci che parlano di un suo imminente ritorno a Madrid: "Dieci anni fa a Madrid si respirava un’aria effervescente - dichiarava Capello - l’aria del Paese che, in Europa, stava facendo i progressi più grandi. Quando sono tornato in Italia, mi sembrava di aver fatto dei passi indietro: questo paese dorme. La Spagna in due parole? Il calore e la creatività latina regolati da un ordine rigoroso. L’ordine che viene da Franco". Quando l’intervistatore ha ricordato a Capello che Franco era un dittatore, il tecnico friulano ha replicato: "Ma ha lasciato in eredità l’ordine. In Spagna funziona tutto e funziona bene, ci sono educazione, pulizia, rispetto e poca burocrazia. Dovremmo prendere esempio".

L’intervista non è piaciuta al partito dei verdi catalani e in particolare ad uno dei suoi europarlamentari, Raul Romeva. "Il Deputato Europeo dell’ICV - si legge in un comunicato diramato dallo stesso partito - ha presentato mercoledì al registro del Parlamento una mozione per sapere quello che ne pensa delle dichiarazioni in cui Capello elogia Franco. Raul Romeva ha denunciato delle dichiarazioni che fanno emergere una ‘deplorevole apologia del fascismo’ e si chiede cosa sarebbe successo se, invece del regime fascista di Franco, Capello avesse elogiato Hitler e Mussolini".

Anche in Italia il deputato dei verdi Marco Lion (tifoso juventino) si è detto "indignato dalle affermazioni dell’allenatore bianconero che ha di fatto inneggiato all’ordine fascista realizzato da Franco con la negazione di ogni spazio di libertà e democrazia. La Juventus è una grande squadra che ha tifosi in tutto il mondo e non merita di essere identificata con quelle parole: Capello deve riparare alle gravi dichiarazioni". Dopo la gara di campionato contro il Parma, Capello è tornato sulle sue dichiarazioni: "Bisogna spiegare meglio certe cose. Tutti lasciano qualcosa di buono. Io mi riferivo alle capacità della burocrazia in campo sportivo, che in Spagna esiste, mentre in Italia poco e niente. So come funzionano le cose perché abito là. E poi mica posso fare contenti tutti".

Il quotidiano spagnolo ‘Sport’ è tornato quindi sulle ragioni dei verdi catalani: "Si sa che ha (Capello ndr) nostalgia di Madrid e del carattere del popolo iberico, però dire che lamenta il sistema rigoroso lasciato da Franco... Capello o è molto ignorante o ha una visione dell’ordinamento sociale abbastanza pericolosa. Si sa che soffriva (Capello ndr) poco il tipo di ordine imposto da Franco, chiedetelo a qualche socio del Real Madrid che lo ha sperimentato. Se a Madrid non vi diranno nulla, allora venite a Barcellona. Dire che in Spagna tutto funziona bene, che vive un clima di rispetto e che la burocrazia è contenuta, equivale a una mancanza di cognizione di causa allarmante. Ma dove stava Capello durante l’annetto che ha vissuto qui? Forse in un limbo?".

Autore: CalcioDoc .com

Data di pubblicazione: 09/02/2006

Categoria: Sport - Tutti gli articoli della categoria

 

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