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Nel nostro lusso del tempo ci perdiamo nella lentezza della bicicletta e
riprendiamo il ritmo del giusto respiro. A Berlino, le due ruote rappresentano
una vera e propria alternativa alle auto ed ai mezzi di trasporto pubblico. In
città ci sono molti negozi che noleggiano biciclette, e il centro storico di
Berlino essendo di superficie limitata, non comporta problemi di sicurezza per
chi pedali per la città, compresi i grandi parchi come il Tiergarten. Anche i
corrieri in bicicletta ed i velotaxi sono diventati un simbolo costante della
città. Circa il dieci per cento delle strade della capitale sono dotate di
percorsi speciali con o senza semaforo, pensati unicamente per i ciclisti.
Notiamo che ci sono pochi semafori e quei pochi regolano e intralciano le
giornate, le vite, sospendono i pensieri, tengono allenati alla disciplina
tedesca, il più grande di tutti si trova a Fernsehturm, che occhieggia di luci
intermittenti sul cielo della città intera, sempre e ovunque. Siamo
profondamente innamorati di questa città, a Berlino si respira l’effervescenza
della vita culturale, si respira un’aria di forte comunicazione.
Berlino è grandissima. I berlinesi sono circa tre milioni e mezzo, come i
milanesi. Ma il centro di Berlino è grande circa tre volte e mezza quello di
Milano, e proprio in mezzo è occupato dal parco Tiergarten, che per un milanese,
sarebbe per lunghezza e larghezza come dal Duomo a Linate.
Berlino ha poco a che fare con l'immagine della Germania pulita, ricca e funzionale, qui si incontrano insieme tante città, diversi mondi che coesistono senza fondersi. Camminando per Berlino si respira la storia delle sue rovine, tra palazzi decadenti che portano ancora sulle loro facciate le ferite di guerre, le sparatorie e i bombardamenti che influenzano l’immaginazione. Passiamo intorno alle zona del Reichstag. Qua si trovano a breve distanza tra loro il Bundestag (la sede del governo), il Bundesrat (il palazzo del consiglio), il Kanzleramt (gli uffici della cancelleria), l'Abgeordnetenhaus (la camera dei deputati) e diverse ambasciate di tutto il mondo. Terminati i lavori a Lehrter Bahnhof questo quartiere berlinese è il più moderno e il più grande nodo ferroviario d'Europa che ha cambiato il volto della metropoli.
Percorriamo il viale dei tigli Unter den Linden ideato come percorso equestre
tra la residenza sull'isola della Sprea e il bosco del Tiergarten. Suntuose
costruzioni del periodo Prussiano si affiancano alle ambasciate ed ai centri
commerciali. Un insieme singolare, che rientra nel programma obbligatorio dei
viaggiatori di Berlino. La Oranienburgerstraße, la zona a nord di Alexanderplatz
e dell'isola della Sprea, è caratteristica per la sua atmosfera accogliente ed
aperta verso altre culture. In quelle vicinanze, nella Auguststraße e nella
Linienstraße, molte interessanti gallerie attendono visitatori. Innumerevoli
ristoranti di diverse nazionalità, caffè rinomati, Kneipen e gallerie,
costeggiano le strade animate di persone. Gli Hackeschen Höfe sono i cortili di
Hackescher Markt famosi per la cultura alternativa.
Il nuovo punto centrale della città è Potsdamer Platz, simbolo del boom edilizio
della nuova, vecchia capitale. Completamente disegnato e progettato con il
computer è sorto nel frattempo un nuovo quartiere di 120.000 metri quadrati, che
unisce servizi, commercio e cultura.
Potsdamer Platz non è una piazza qualsiasi. Non lo è negli anni Venti, quando ispira i quadri di Grosz, accoglie ventimila automobili e centomila passanti ogni giorno, e' contornata da hotel di lusso, birrerie leggendarie, grandi magazzini che lampadine illuminano a giorno, pubblicità che invitano a godere fino in fondo del sogno chiamato futuro. Per quarant'anni Potsdamer Platz è stata luogo di memoria e di confine: la memoria di quand'era il cuore pulsante di Berlino, negli anni Venti e fino alla deflagrazione della guerra; il confine che è diventata, passata la bufera e divisi in due l'Europa e il mondo. Fino alla svolta del 1989 e alla riunificazione. Da allora e fino alla realizzazione del Centro Daimler-Benz, inaugurato nell'ottobre del 1998, il grande vuoto è stato soprattutto l'attesa di un evento: la ricostruzione che l'avrebbe riconsegnato alla normalità ma ne avrebbe annullato il valore di testimonianza. La ricostruzione è una sofisticata risposta culturale alle ferite della Storia che rimarrà tuttavia monca, nonostante i fasti con i quali è stata celebrata: le mancherà la sospensione sul passato che soltanto la solitudine e il vuoto riuscivano a comunicare. Ma oggi che si avvia a ritornare il nodo urbano più importante di Berlino, Potsdamer Platz è luogo di genialità architettoniche emblematicamente suddivise fra maestri europei, americani e giapponesi: per suggellare, il taglio netto col passato, la svolta e il balzo nel futuro, quest'area a cerniera fra la settecentesca Friedrichstadt e la città moderna rinasce grazie a talenti mondiali, da Renzo Piano che ha inaugurato gran parte della Debis-Zentrale, la serie di palazzi della consociata Daimler-Benz che qui ha voluto far sorgere teatri, alberghi, uffici, passages commerciali, abitazioni e cinema, a Christoph Kohl-becker, da Helmut Jahn ad Arata Isozaki, da Hans Kollhoff a José Rafael Moneo, da Richard Rogers a Wolfram Wòhr a Ulrike Lauber.
Autore: Viaggiatori .com
Data di pubblicazione: 27/09/2007
Categoria: Viaggi - Tutti gli articoli della categoria