La baia di Sydney è malata. Nelle sue acque presente diossina a livelli inaccettabili. Così le autorità mettono in guardia i pescatori dilettanti dal mangiarne il pesce e bloccano la pesca commerciale. Stanziati 150 milioni di dollari per un programma di 'clean-up' dell'area.
Il governo del Nuovo Galles del Sud ha annunciato oggi il fermo della pesca dopo che test avevano accertato che il livello di diossina (elemento con provati effetti cancerogeni) dei pesci nella baia è di almeno 100 volte superiore a quello massimo previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Il ministro dell'industria dello stato, Ian Macdonald, ha detto che la diossina - un ingrediente base del famigerato Agente arancio, usato come defoliante nella guerra del Viet Nam - è la risultante di anni di inquinamento industriale e ha chiesto altri esami sulla fauna marina della baia.
Intanto, mentre la pesca professionale nella baia di Sydney é stata bandita per almeno tre mesi, anche i pescatori per diletto sono stati avvertiti di non mangiare più di 150 grammi al mese di pesce preso nella baia, questo per evitare pericolosi effetti accumulo nell'organismo.
"E' un problema causato da 100 anni di inquinamento industriale da parte di multinazionali come la Union Carbide" (quella di Bhopal, ndr.), ha detto Mcdonald, annunciando ingenti spese per ripulire 30 siti tossici che si trovano all'intorno del porto della città. Documenti in possesso del governo dello stato, mostrano come dal 1949 al 1976 la Homebush Bay - che nel 2000 fu sito dei giochi olimpici di Sydney - fu usata alla stregua di una grande discarica per rifiuti chimici come la diossina.
La diossina, sottoprodotto delle lavorazioni della vicina industria chimica Union Carbide veniva seppellita o stoccata in barili ammassati sul terreno. Da qui filtrava nelle falde acquifere della baia e nel fiume Parramatta, che sfocia sempre nella baia.
(AGE) RED-CENT
Autore: Age - Agenzia Giornalisitica Europa
Data di pubblicazione: 10/02/2006
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