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Amiamo moltissimo l’architettura e siamo alla ricerca di luoghi che hanno vissuto grandi trasformazioni urbanistiche e a Berlino c’è proprio da perdersi. Tutto convive e stride qui, passato e presente, memoria e rimozione, estremismo di sinistra e di destra. Con Prenzlauer Berg, l'occidente costruttore occupò Mitte, il vecchio centro della città attraversato dal viale di Unter den Linden, e decise di farne un vero centro moderno di shopping e nuovi palazzi competitivo con la zona del Ku'damm dall'altra parte del Tiergarten - su cui si era arroccato il consumismo anticomunista dei decenni passati. Prenzlauer Berg è il quartiere emblema che meglio riassume lo stile di vita berlinese: giovane, individualista, creativo e bohémien. Il presente delle sue strade è caratterizzato da atmosfere eclettiche dove musica, moda, street-art e lifestyle si fondono in un mix esplosivo in oscillazione tra culture underground e stile glamour. A partire dal 1840 Prenzlauer Berg grazie alla buona qualità dell’acqua di sottosuolo e le possibilità di raffreddamento sotterraneo divenne la sede delle più grandi fabbriche di birra e una delle più amate destinazioni per le escursioni. Il nostro percorso tocca non solo shop, ma anche gallerie, club e location, tappe rappresentative della scena alternativa artistica e notturna di questo quartiere. Da vedere la torre dell’acqua, sulla vecchia altura dei mulini a vento, sorge sul luogo più elevato del quartiere, e ne costituisce così il simbolo, il più antico monumento industriale di questo tipo a Berlino, le cui cisterne vengono a volte utilizzate per eventi culturali.
Il presente tanto eclettico di Berlino è in continuità con il suo vivo passato. È a Berlino che si ritrova il Novecento delle grandi dittature: con l'architettura e la statuaria Nazista e Socialista (DDR). Con un tour fra etica ed estetica visitiamo alcuni luoghi emblema di quelle politiche, raccontandone contesti storici, logiche e fini politici: lo Stadio Olimpico edificato da Hitler per i Giochi del 1936 e il Monumento alla Liberazione eretto dai Sovietici nel 1946 nei pressi della Porta di Brandenburgo. Un confronto tra due estetiche vicine tra loro nell'uso di un ideale di bellezza artistica imposto e inibitore della libertà e dell'evoluzione del pensiero. Arte, ideali estetici e propaganda nelle dittature che hanno segnato la storia e l'architettura di Berlino sono al centro di questo percorso, dove storia delle arti e dell'estetica si fondono.
Kreuzberg è l'area che più rappresenta la moltitudine: il quartiere turco, quello degli Autonomen, quello della gente diretta, quello degli intellettuali più alternativi, quello che, rimane sempre cool. Ci sono degli ottimi caffè turchi, delle interessanti librerie e uno scenario artistico e musicale underground cameratesco. Qui si va a fare la spesa nei negozietti turchi che costellano l'Oranienstraße, qui c’è il collettivo di donne che gestisce il piccolo supermarket biologico nella Heinrichplatz, qui c’è il mercato turco a Maybachufer, oppure i vari discount (da Plus a Lidl), una vera istituzione berlinese. Si può andare a qualsiasi ora nei locali della Oranienstraße e mangiare arabo, turco, thai, italiano, tedesco. Mangiando qualcosa si intuisce qual è lo spirito del luogo, tante culture unite insieme dal vivi e lascia vivere.
Alla fine di un sabato sera berlinese molti rientrano in metro per cui c’è folla anche alle quattro di notte. La domenica Berlino entra in letargo. C'è un silenzio meraviglioso, anche grazie ai molti spazi vuoti di edifici demoliti e non ancora ricostruiti. È il momento buono per andare a visitare monumenti e musei, per cui aprite la vostra Lonely Planet. Una citta' merita di essere vissuta solo quando la gente vi si muove volentieri; è la presenza dei passanti il criterio con cui giudicare della qualità di un luogo. Tutto il resto è teoria e questione di gusto.
D.S
Autore: Viaggiatori .com
Data di pubblicazione: 27/09/2007
Categoria: Viaggi - Tutti gli articoli della categoria