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Invasion, la recensione del telefilm che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di americani

Invasion questa sera in onda su Canale5: arriva una nuova serie e, come di consueto i nostri amici di TvBlog.it ospitano, con estremo piacere, la recensione di Mario A. Rumor, che va a aggiungersi periodicamente ai propri opinionisti abituali. Eccola di seguito:

Non di solo Lost si vive. La passata stagione il mistero ha tenuto banco su diversi network americani e Shaun Cassidy, creatore di Invasion, in onda su Canale 5 questa sera in prima serata (contro l’amatissimo Alias, stagione 5), è stato talmente fortunato da presentare il pitch del suo show il giorno dopo il debutto su Abc del telefilm di J.J. Abrams e Damon Lindelof.

Gli è andata bene, per un po’. Gli spettatori non sono mancati eppure i colletti bianchi della rete alla fine hanno deciso di non scommettere (per adesso) su un secondo ciclo. Peccato.

Tra l’isola per eccellenza dei misteri (che, a quanto pare, neppure Dio sa dove diavolo sia), i mostri marini di Surface, gli alieni di Threshold e gli spaventi di Supernatural, fate largo alla Florida violentata da uragano ma in piccola scala con cittadina tranquilla che il giorno dopo la catastrofe si risveglia con un promettente arsenale di misteri che hanno a che vedere con misteriose luci planate in acqua, mostruosi corpi rinvenuti da simpatizzanti di invasioni aliene, possessioni corporee à la Invasione degli ultracorpi, famiglie spezzettate ma amorevoli, misteri militari e l’insanabile dubbio, per ora, di capire dove (o in chi) risieda il Bene e il Male.

Cassidy definisce subito la sua serie una allegoria e pur acconsentendo al mistero e alla fantascienza di soggiornare permanentemente nel tessuto episodico di Invasion, ricorda a tutti che sono le dinamiche familiari e i legami di sangue a contare davvero.

E il quadretto all american in bella mostra è un orologio svizzero di precisione sentimentale: Eddie Cibrian (Third Watch) è un padre che si butterebbe nel fuoco per i propri figli; Kari Matchett, la sua ex moglie, una mamma medico che “odora di nuovo” ma pure lei tanto attaccata ai figlioletti. E poi c’è William Fichtner (Ultraviolet al cinema) e il suo sguardo di ghiaccio: lui è lo sceriffo della città, uno che sa tante cose, padre anch’esso ma interessato a ben altro. Tutto questo e molto di più è il telefilm di Shaun Cassidy.

Diretta con maestria, per nulla scontata, generosa quanto a effetti speciali e produzione seriale orgogliosa di mostrare tutto il suo valore (anche economico), Invasion è un altro esempio riuscito di tivù a stelle e strisce che più somiglia al cinema. Sogno proibito per chiunque fa televisione a queste latitudini.

E il fatto che Thomas Schlamme (The West Wing) abbia diretto il pilot svolgendo in seguito incarico da executive producer, dovrebbe mettere di buon umore chiunque conosca l’efficienza drammaturgica di questo signore della regia televisiva. Capace di proporre alta qualità pure addentrandosi nei meandri insidiosi di un telefilm di genere. Sempre che Invasion stia al gioco e voglia presentarsi al pubblico ancora con questa veste.

Fonte:http://www.tvblog.it

Redazione MyTag.it

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