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Gianna Nannini conquista il Disco di Platino con Grazie

Gianna Nannini ha conquistato il primo disco di platino con “Grazie”.
Contemporaneamente il nuovo album, co-prodotto insieme a Wil Malone, balza per
la terza volta in vetta alla classifica Fimi Nielsen degli album più venduti; il
tutto nonostante l’ingresso in classifica degli album di Sanremo.

Grande successo intanto anche per il ‘Tour Grazie’ che, apertosi con il sold
out di Firenze il 19 febbraio, sta registrando il tutto esaurito anche per le
altre date previste.

I prossimi appuntamenti sono il 10 marzo a Catania (Teatro Metropolitan),
l’11 a Palermo (Teatro Al Massimo), il 13 marzo a Catanzaro (Teatro Politeama),
il 16 a Torino (Teatro Colosseo), il 18 a Padova (Palabernhardsson), il 20 a
Napoli (Teatro Augusteo), il 21 a Bari (Teatro Team), il 23 a Roma (Auditorium),
il 25 e 26 a Milano (Teatro Smeraldo).

La cantante attraverso
il suo sito internet
parla di sesso e amore: “Ci vogliono anni per capire la propria sessualità”. E
alla soglia dei 50, Gianna Nannini ne ha capite di cose. Prima di tutto che
l’etichetta stupida di bisessuale non le appartiene, anche se ha avuto storie
con entrambi i sessi. “Con le donne è difficile, con gli uomini è andato sempre
bene”, svela la cantante. Anche con quello che lei aveva scelto come padre dei
suoi figli. “Ho abortito due volte, non ho più voluto riprovare”.

“Alla mia età non mi ribello più. Faccio e penso come mi pare.
Se provo tenerezza verso un vecchio padre che ho spesso combattuto, scrivo per
lui una canzone dolce. Se mi stanco del buonismo sull’Africa e dell’ipocrisia
dei concerti pacifisti, trovo i versi per dirlo”, racconta Gianna Nannini
all’Espresso. Una consapevolezza raggiunta con gli anni e che le ha premesso di
comprendere tante cose, a partire dalla propria sessualità. “Per me è come il
cibo e va vissuta naturalmente. Essere liberi significa non escludere uno dei
due sessi. Non sono omosessuale. Non sono neanche bisessuale, che è una
etichetta stupida che mi attribuiscono di frequente. Ho avuto esperienze sia con
i maschi che con le femmine. E alla fine ho centrato il mio corpo e ho capito
chi sono veramente”.

Cioè una donna che è stata felice sia quando le sue storie sono
state declinate al femminile, anche se “con le donne è spesso più difficile,
capita che ci siano più problemi”, sia quando invece lo sono state al maschile:
“Con gli uomini invece è andato sempre tutto bene. Da ragazza ne avevo anche
sette o otto contemporaneamente. Più tardi ho capito che si sta meglio se si è
coinvolti anche emotivamente. Con l’uomo che poteva essere il padre dei miei
bambini, è andata benissimo”.

Perché l’artista senese, in testa alle classifiche con l’ultimo
album Grazie, ha desiderato un figlio e ha tentato di diventare mamma.Ma per due
volte è andata male. “Ho fatto la marcia della pace di Assisi contro la guerra
del Kosovo. Ma a un mese di gravidanza, e anche se mi sentivo bene, 25
chilometri a piedi sono davvero tanti. Così ho perso il bambino. L’anno seguente
è stato peggio perché‚ quando ho abortito, ero incinta di tre mesi e mezzo. Non
ho più voluto riprovare”.

Redazione MyTag.it

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