Le previsioni per il prossimo week-end di festa appaiono
molto incoraggianti per i ristoratori italiani. Infatti, secondo un’indagine del
Centro Studi di Fipe-Confcommercio su un campione di 248 ristoranti
rappresentativo del settore, nei cinquantatremila ristoranti aperti (soprattutto
fuori porta e nelle località turistiche) sono attesi per il pranzo di Pasqua
2,6milioni di clienti, con un incremento del 38% sul 2005, per una spesa di 110
milioni di euro. Dati positivi anche per pasquetta con 2,4 milioni ( +14% sul
2005) nei 44mila ristoranti in attività per 96 milioni di euro di spesa.
Le prenotazioni sono già a quota 75% per la domenica di Pasqua
ed a 60% per il lunedì dell’angelo, in significativa crescita rispetto all’anno
scorso. "Raccogliamo con soddisfazione – ha dichiarato Lino Stoppani neo
presidente di Fipe-Confcommercio
– questo primo segnale positivo che arriva dal mercato. Lo aspettavamo perché
quando la Pasqua è alta i risultati sono sempre migliori. Ma la strada per
invertire stabilmente il ciclo negativo della nostra ristorazione è ancora in
salita. Credo, tuttavia, che al bisogno di unità che sale dal Paese possa
certamente giovare il clima di convivialità che sempre si respira al ristorante,
ancor più in occasione di una festa dal grande valore simbolico come la Pasqua".
Per la Confcommercio, il prezzo medio del pranzo pasquale "base"
composto da tre portate (un primo, un secondo, un contorno) è di circa
40 euro, in flessione dello 0,2% rispetto ad un anno fa, all’interno di una
forbice che va da 20 a 100 euro. Per i menù tutto compreso (5 portate, bevande
incluse) proposti da gran parte dei ristoranti si prevede una spesa media di 42
euro con un incremento, rispetto al 2005, contenuto nell’1%. In tre ristoranti
su quattro il menù è quello della tradizione. Coloro che, invece, vorranno fare
un’esperienza diversa potranno apprezzare, nel 22,7% dei ristoranti
intervistati, la creatività e l’originalità degli chef. Nel 2,3% dei ristoranti,
infine, si potrà trovare una ricca scelta di piatti ispirati alla cucina
internazionale.
I dolci della tradizione locale sono quelli predominanti:
otto ristoranti su dieci offriranno specialità di ricorrenza legate al
territorio. A livello territoriale il Nord attende più della metà dei clienti,
con prezzi di poco superiori alla media ma, comunque, in ribasso (-0,2%)
rispetto all’anno scorso. Nel Mezzogiorno i prezzi medi più bassi, in calo
(-0,4%) rispetto alla Pasqua 2005. E prenotare al ristorante non pare
un’abitudine diffusa nel mezzogiorno visto che il livello delle prenotazioni, ad
una settimana dalla Pasqua, non superava il 15%, contro il 40% del nord e il 42%
del centro.
Fonte:
http://www.helpconsumatori.it/
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