Dal ‘Lei’ al ‘Tu’: il salto di toni e scambi di battute pesanti è stato piuttosto rapido tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il ministro, Sandro bondi, che, dinanzi a centinaia di spettatori senza parole, sono stati protagonisti di uno scontro verbale ‘importante’.
"Se porre certe questioni vuol dire fare il controcanto, continuerò a fare il controcanto”, ha chiuso Fini mentre il coordinatore Pdl prefigurava che “se si va avanti così non si costruisce nulla nel partito e nel governo”. E poi, dalla ‘elevata sudditanza del Pdl alla Lega’ alla ‘necessità di discutere e riflettere’ sul ddl intercettazioni fino ai casi Brancher e Casentino: tutti sollevati da Fini, che hanno portato alla rottura finale.
Poi, quando Fini cita ‘la golden share’ della Lega, ecco scatenarsi l’ira Bondi che abbandona il ‘Lei’ e dice: “Sull’unità nazionale non ci sono problemi nel Pdl e neanche con la Lega”, sostiene il ministro, ma il presidente della Camera ribatte: “Il problema c’è” e parte un crescendo di polemica e discussioni, per Bondi “un inutile stillicidio di provocazioni, di controcanto quotidiano che può diventare un serio problema nella costruzione del partito unitario”.
Ma lo scontro sale di tono sul ddl intercettazioni. Il presidente della Camera chiede di fermarsi e di riflettere dopo l’allarme lanciato dal procuratore Antimafia Piero Grasso. “Su alcune questioni io non faccio finta di non vedere”, attacca Fini. E lo scontro continua.
Consigli su nuove serie tv imperdibili in programmazione quest'anno su Netflix
Le mete più belle della Puglia dove andare al mare e dove si trovano
La sorella di Chiara Nasti sotto accusa e fortemente criticata
Al via partnership per sviluppo e diffusione 5G nel nostro Paese
Debutta Amazon Echo Shw il nuovo dispositivo per Alexa
Nel calcio moderno, molto più che nel passato, sono i soldi a fare la differenza.…