Vaccino contro il cancro all’utero per le ragazze a partire dai 12 anni. Come funziona

Colpisce un’italiana ogni due ore e ne uccide circa 1.700 l’anno. Il tumore
al collo dell’utero, causato dal Papillomavirus (Hpv), si conferma un ‘big
killer’ per le donne, ma oggi c’é un’arma concreta per combatterlo: è il primo
vaccino anti-Hpv e, dunque, contro questa forma di cancro. E’ nelle farmacie
italiane, disponibile a pagamento, ma dal 2008 sarà distribuito gratuitamente a
tutte le dodicenni, principale ‘target’ per la vaccinazione.

Si tratta del primo vaccino specifico mai messo a punto contro un tumore: "E’
una vera e propria rivoluzione – ha affermato l’oncologo ed ex ministro della
salute Umberto Veronesi, in occasione della conferenza stampa di presentazione
del vaccino prodotto dalla Sanofi Pasteur Msd – ed è una grande notizia per
tutte le donne".

Ma come funziona e a chi va somministrato? Il vaccino è attivo contro i tipi
6, 11, 16 e 18 del Papillomavirus, responsabili del 75% dei casi di cancro al
collo dell’utero e va somministrato (in tre dosi nell’arco di sei mesi)
innanzitutto alle ragazze giovani (anche se l’indicazione alla vaccinazione va
dai 9 ai 26 anni) che non hanno ancora avuto rapporti sessuali e, dunque, non
sono entrate in contatto con questo virus che si trasmette, principalmente,
appunto per via sessuale.

Ecco perché il ministro della Salute Livia Turco ha deciso l’avvio di un
programma di vaccinazione gratuito per tutte le dodicenni, circa 280.000, a
partire dal 2008: la spesa complessiva per il Sistema sanitario nazionale è pari
a 75 milioni di euro e le regioni sono già al lavoro.

Entro il primo gennaio 2008, tutte dovranno essere pronte ad erogare
gratuitamente la vaccinazione e l’Italia sarà il primo Paese in Europa ad aver
adottato una simile misura sociale. Ma non basta: "Stiamo predisponendo
emendamenti sulla prossima Finanziaria – ha annunciato oggi la componente della
commissione Sanità del Senato Laura Bianconi (Fi) – perché il finanziamento sia
aumentato, proprio per allargare la possibilità di vaccinare gratis un maggior
numero di donne".

Una "rivoluzione" l’ha dunque definita Veronesi, per le donne ma anche per le
nuove prospettive della Ricerca: "Si apre la strada – ha affermato – per la
messa a punto di vaccini per altre forme di tumore dovute a virus, come la
leucemia, linfomi, tumori del fegato e della faringe. Infatti il 20% dei tumori
sono dovuti ad agenti virali".

Poi, un consiglio alle mamme: "Vaccinate le vostre figlie, perché il vaccino
è sicuro e non ci sono controindicazioni rispetto ad un tumore che è la seconda
causa di morte in Europa, per cancro, tra le donne tra 15 e 44 anni". Della
stessa opinione il direttore della Clinica ginecologica del’Università di
Brescia, Sergio Pecorelli: "Una volta che una donna si è vaccinata il virus non
potrà più colpirla e, quindi, non si potrà innescare il meccanismo che può
portare al cancro".

Un invito a vaccinare le adolescenti arriva anche dal pediatra Giorgio
Bartolozzi, membro della commissione nazionale vaccini, mentre il presidente
della Società italiana di medicina generale, Claudio Cricelli, ha assicurato
l’impegno dei medici di base: "Sono in atto contatti con il ministero – ha detto
– per avviare un protocollo di comportamento per i medici".

L’obiettivo, ha sottolineato l’amministratore delegato Sanofi Pasteur Msd
Daniel Jacques Cristelli, è "eradicare per sempre questa forma di cancro". Dal
2008 dunque, almeno per le dodicenni, il vaccino sarà gratis. E per le altre? Il
costo per le tre dosi è di circa 600 euro. Una cifra consistente, ma forse
neppure tanto se si considera, fanno notare gli esperti, che "sarebbe come dire
spendere per la propria salute 0.07 centesimi al giorno per venti anni". Meno
della metà del costo di un sms.