E’ stata scoperta nel sangue dei bambini che hanno il colesterolo alto e
spiana la strada all’aterosclerosi, ovvero quell’ispessimento delle pareti delle
arterie che può provocare gravi malattie cardiovascolari . E’ la proteina
CD40L: ora che e’ stata individuata, l’obiettivo e’ mettere a punto terapie
che possano tenerla sotto controllo sin dall’età pediatrica, per prevenire
infarti e ictus con l’avanzare dell’età.
La scoperta, pubblicata oggi sulla rivista ufficiale della Societa’ americana
di cardiologia (Jacc), e’ frutto del lavoro delle equipe dei professori
Francesco Violi e Francesco Martino, dei dipartimenti di Medicina sperimentale e
Pediatria, dell’Università La Sapienza al Policlinico Umberto I di
Roma.
I ricercatori hanno confrontato due gruppi di bambini riscontrando che nel
primo, che comprendeva piccoli con colesterolo alto, i bimbi presentavano
appunto un livello molto elevato nel sangue di una particolare proteina, la
CD40L.
Ciò significa che questa proteina favorisce il ristagno del colesterolo nelle
arterie che, in questo modo, vanno incontro ad un processo di infiammazione. Con
il tempo, poi, questa situazione può portare a malattie cardiovascolari gravi
come infarto e ictus. Ma ora che CD40L e’ stata portata allo scoperto,
l’obiettivo e’ individuare i bambini a rischio per tenerla sotto controllo, con
appropriate terapie, in modo da prevenire complicanze ed infarti nell’eta’
adulta.
”Si tratta di una scoperta di grande impatto sociale – ha commentato Violi –
perchè permetterà di fare prevenzione sui bambini di oggi consentendoci di avere
in futuro una diminuzione degli infarti, con una conseguente riduzione dei costi
per il Ssn. Insomma, curare un piccolo di 10 anni con colesterolo alto significa
prevenire un suo possibile infarto a 60 anni”. Concorda Martino: ”Infarto e
ictus sono malattie che si manifestano nell’età adulta – ha osservato – ma le
premesse si hanno già in eta’ pediatrica. Dunque, bisogna individuare i piccoli
a rischio per prevenire malattie future”.
