Zdenek Zeman, nuovo allenatore del Brescia: vincerò tutte le 11 partite mancanti

“Io voglio vincere tutte le undici partite che restano da giocare: è
difficile, ci è riuscita soltanto la Roma finora a vincerne così tante di fila,
però ci provo”. Sono queste le parole di Zdenek Zeman, neoallenatore del Brescia
che questa mattina è stato presentato dal Presidente Corioni, che ha subito
dichiarato di essere più emozionato di quando prese Roberto Baggio. Zeman
sostituirà Rolando Maran, che ha lasciato la squadra al quinto posto del
campionato di serie B.

Zeman pare non essere cambiato, nonostante sia da quasi un anno lontano dal
calcio: “Non mi piaceva stare a casa, mi mancava troppo il campo. In questi otto
mesi ho ricevuto altre proposte, ma avevo un accordo con Valenza che avrebbe
dovuto comprare il Parma: aspetta oggi, aspetta domani, non se néé mai fatto
nulla. Ora mi sono liberato da questo impegno che sentivo di avere e ho detto sì
al Brescia”.

I giornalisti chiedono subito il perchè abbia accettato di prendere in mano
una squadra a campionato in corso: “E’ vero che per 30 anni ho sempre iniziato a
lavorare in estate, però stavolta è andata così. Tra l’altro prendo una squadra
che sta andando bene: non dovrebbe essere diffcile continuare a farla andare
così”. Ora i giocatori devono recepire i miei concetti di calcio, che non sono
mai cambiati: voglio vincere facendo spettacolo”.

Il tecnico boemo si dice fiducioso, e ipotizza subito l’applicazione della
sua filosofia: “Guardando al situazione dall’esterno mi pare che ci siano i
giocatori adatti per quelle che sono le mie idee. Che valore aggiunto penso di
poter dare a questa squadra? 30 anni di esperienza in panchina”.

A Brescia Zeman ritrova Gigi Di Biagio, già allenato anni or sono nella Roma:
“Con Gigi abbiamo fatto tante belle cose. Ma all’epoca aveva 22 anni: vediamo se
ha ancora la mentalità del ventiduenne..”.

E gli auguri arrivati da Luciano Moggi? “Non li prendo, perché tanto non sono
veri”.

Sul campionato di serie A: “Mi pare che soltanto la Roma stia facendo vedere
qualcosa di diverso. Per necessità ha dovuto cambiare modo di giocare e sta
ottenendo risultati eccezionali: è la prova che se una squadra gioca come
gruppo, come collettivo senza basarsi sulle individualità, può arrivare
lontano”.