Lucariello (una delle voci degli Almamegretta) e lo
scrittore Roberto Saviano hanno dato voce alle loro emozioni componendo una
canzone rap che verrà presentata questa sera ad Anno Zero. Il tema del brano è
l’ uccisione dell’ autore di “Gomorra” per mano di un camorrista e si intitola
“Cappotto di legno” (termine che nel gergo malavitoso stà a significare,
appunto, bara). A curare l’ aspetto musicale è Enzo Bosso, con il quale
Lucariello ha rivelato di voler realizzare un album intero.
L’ idea del brano i due l’ avevano già in mente dall’
estate scorsa, quando Roberto Saviano ha scritto al rapper Lacariello: “Vorrei
essere un rapper per descrivere la realtà che vivo, racconterei di questa mia
assurda condizione, canterei di quest’isolotto dove sono venuto in vacanza,
perché è l’unico posto in cui mi sia permesso di vivere senza la scorta“. Il
tema è appunto l’ uccisione dell’ autore di “Gomorra”, ammazzato su un’ isola
nella quale si trovava in vacanza, senza scorta, forse proprio mentre ascoltava
le canzoni del rapper di Scampia, che raccontano storie ambientate nei vicoli
napoletani, sul litorale Domizio, nel casertano, in quel villaggio Coppola
diventato tristemente famoso anche grazie alle pagine del libro di Saviano.
Lucariello ha spiegato che “L’idea di descrivere il suo omicidio è stata mia
e lui l’ha accettata. Roberto mi ha fornito gli input necessari, in termini di
immagini e informazioni, un ruolo direi quasi “giornalistico”, e poi è stata
fondamentale la sua supervisione e approvazione su quanto era stato fatto: gli è
piaciuto l’impatto emozionale della canzone“.
Come già accennato, il brano verrà presentato in anteprima questa sera nella
puntata di Anno Zero, nella quale Santoro tratterà un tema caldo e sempre
attuale quale quello della camorra. E chi sa che i due non intraprendano, da
questo momento, una collaborazione continuata nel tempo, dato che hanno
dichiarato: “Ci piace l’idea di mettere assieme due mondi lontani, quello
della strada e quello della musica classica contemporanea, sempre però
mantenendo ognuno la sua specificità e senza compromessi. Pensiamo di fare un
album, magari anche con la collaborazione di Roberto, che con il suo libro e la
sua testimonianza ci ha dato coraggio: noi da ragazzini non potevamo neanche
nominare i camorristi, come se anche i muri avessero orecchi. Anche a noi
ragazzi napoletani, “Gomorra” ci ha liberato e ridato la voce“. Appuntamento
a stasera.
