Video di Applausi per Fibra, la hit del momento di Fabri Fibra

E’ il nuovo idolo del rap italiano: il suo
terzo album «Tradimento» è entrato direttamente al numero uno in classifica,
spodestando i Red Hot Chili Peppers, che stanno dominando le hit parade di mezzo
mondo.

Una grande soddisfazione per il trentenne
marchigiano, che negli ultimi dieci anni ha coltivato la passione per il rap
nella semiclandestinità dei circuiti underground e per sbarcare il lunario è
anche emigrato un anno in Inghilterra: «A Senigallia guadagnavo 800 euro al mese
in un’azienda di forniture alberghiere; poi sono andato a lavorare a Brighton:
di giorno montavo i tappi delle penne e la sera facevo il lavapiatti».

«In Italia esisti solo se vai in
televisione; ma io ho alle spalle dieci anni di rap indipendente e ho
conquistato credibilità attraverso il passaparola su internet: ho inciso il
primo disco “Turbe giovanili” con la collaborazione di Neffa e il secondo “Mr.
Simpatia” con l’aiuto di mio fratello Francesco».

Inciso con la complicità di Fish (l’ex dei
Sottotono che ha pubblicato il disco solista «Robe grosse»), l’album
«Tradimento» ha un linguaggio pittoresco ai limiti della censura, soprattutto
quando predica il sesso senza amore dipingendo le donne come semplici strumenti
del piacere maschile.

Nel brano «Idee stupide» Fabrizio Tarducci
(il suo vero nome) dice «ringrazio Dio per non avere un padre che fa il
poliziotto»: «Sono i tutori di leggi sbagliate. Quando vedo una pattuglia mi si
gela il sangue nelle vene, perché in tasca ho sempre un paio di canne: ho paura
di essere arrestato ed essere considerato un drogato da mio padre».

Anche il pezzo «E la pula bussò»,
irriverente rilettura di «E la luna bussò» della Bertè («Loredana si è rifiutata
di cantarla assieme a me»), intende rimarcare la differenza tra fumare “erba” e
sniffare cocaina.